Il 2024 è letteralmente volato. Mesi spesi nella formazione e nell’applicazione pratica delle nuove conoscenze acquisite.
Skip.tools
É la soluzione per sviluppatori iOS in contesti che richiedono di produrre applicazioni anche per Android.
Grazie ad un framework ed alcuni passaggi iniziali sul tuo Mac, avrai in Xcode la tua applicazione tradotta in contemporanea anche in Kotlin, rendendo (quasi) immediato sviluppo e verifica: apro un emulatore Android e potrò vedere girare la mia app (nativa Swift) in Android ed in iOS.
Per approfondire: https://skip.tools
SwiftUI
Ho vissuto gli anni di Objective-C e della grafica dei file .Xib. Dopo quella fase che tra allocazioni di memoria e manualità ricordava il C degli anni 90, ho accolto più che volentieri Swift e le sue Storyboard. SwiftUI l’ho seguito senza troppo entusiasmo all’inizio, perché la programmazione visuale (ed imperativa) pareva più immediata.
Così non è: SwiftUI è un framework che ridefinisce l’approccio alla UI di una applicazione, con metodi che racchiudono e semplificano la creazione di interfacce e la gestione di risorse.
Chiunque abbia sviluppato in ambiente Apple prima del 2019 sa bene quanto codice ripetitivo a corredo vi fosse intorno ad una tabella, un controller ed in generale di una View. SwiftUI alleggerisce sviluppo e codice, aggiungendo una portabilità superiore ai vecchi autolayout.
Evoluzione Swift (6.0 ed oltre)
Quante notti insonni tra debug e incubi su codice asincrono denso di Closure e delegate? L’arrivo di async / await e framework come Combine con i suoi Publishers e Subscribers hanno reso molto più immediata la comprensione del codice, più che mai in closure nidificate
Benvenuta AI
“Se non puoi combatterli fatteli amici” si diceva una volta di quello più forte.. oggi preferisco il mantra che tutti noi dovremmo ripeterci ogni mattina
“Non sarà la AI a prendersi il tuo posto di lavoro,
ma un progettista che sa usare la AI per fare un lavoro come il tuo”
Ho studiato gli algoritmi, provato come utente le più diverse piattaforme creando rapidamente una Landinpage, una dashboard collegata a Firebase o Supabase o peggio database integrati nella piattaforma no code, e ancora app multipiattaforma e le immagini o i video. Ho seguito anche diversi tutorial, compresi quelli in cui ragazzi entusiasti ma quasi privi di conoscenze informatiche ti illustrano come creare codice in un sito, darlo in pasto ad un altro portale per trasformarlo in app ed un altro ancora che ti guida nella pubblicazione..
Ogni aspetto di questo ambito, l’ho chiaramente approfondito lato API e librerie non sempre disponibili, come deve fare uno sviluppatore che voglia implementare queste risorse nei suoi progetti.
Due sono gli aspetti da considerare quando abbracci con entusiasmo alcune offerte apparentemente a buon mercato:
- La piattaforma che ti permette di creare è un servizio che devi mantenere in abbonamento per fruirne, e se quella viene meno tu che non sai programmare te ne farai poco del codice (che non sempre puoi scaricare e far tuo)
- La piattaforma che utilizza AI per darti servizi è nel 90% dei casi una vetrina che si appoggia sulle AI principali (chatGPT, Claude & Sonnet, Cursor, Gemini e Deepseek e poche altre) e ti “rivende” risultati agevolandoti nella costruzione di prompt.
Già, i prompt.. questa è l’attività più redditizia che ho approfondito: capire come chiedere ad una AI è simile a quello che fai quando hai un team e devi distribuire task. Se hai chiaro ciò che vuoi ottenere, saprai anche chiederlo nel modo migliore in efficacia ed efficienza. Da qui il risultato.
Il 2025 sarà un anno importante, perché rimettiamo mano al progetto comunitario che guarda al futuro delle nostre città: “DistrictHub, la cittadinanza torna attiva“

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